Emozioni di viaggio nel distretto di Son Dong

Da questo momento inizia l’esperienza di viaggio sognata da molto tempo e ricca di emozioni mai provate in precedenza. Prima di iniziare il racconto di questi due giorni trascorsi nella zona di Son Dong, ci teniamo a spiegare il punto di partenza.

GTV Gruppo Trentino di Volontariato
Gruppo Trentino di Volontariato

La passione per il Sud Est Asiatico ci ha fatti avvicinare al Gruppo Trentino di Volontariato, un’associazione non governativa che si occupa di cooperazione internazionale e adozioni a distanza. Da circa due anni, io (Laura) partecipo alle attività dell’associazione, che organizza due volte al mese un circolo dove poter conoscere e approfondire i progetti sviluppati in Vietnam.

Anche Lorenzo non si è mantenuto in disparte, riuscendo a portare nella classe dove insegna (alle scuole superiori) il progetto chiamato Khe Roba a Scuola, un Monopoli gigante proposto con la tematica dell’ecoturismo. Lo scopo non è quello di arricchirsi, ma di costruire Homestay creando strutture ecoturistiche ed aumentando un coefficiente solidale. Il messaggio trasmesso, legato all’ecoturismo in Vietnam e alla possibilità di viaggiare in modo alternativo e in rispetto dell’ambiente, è stato accolto positivamente dai ragazzi. Sicuramente, questo è un metodo alternativo ed efficace, per imparare concetti importanti che spesso non vengono valorizzati.

Se siete incuriositi da Kheroba a Scuola non vi resta che leggere l’articolo di Gtv su questo interessante gioco!

Dopo aver constatato la serietà di questa associazione abbiamo aderito al progetto chiamato Sad, il Sostegno a Distanza. Poco dopo aver sottoscritto la richiesta, siamo venuti a conoscenza della storia della piccola Mai, rimasta senza mamma poco dopo la nascita, vive con i nonni, che si occupano di lei dandole il massimo affetto. Quando abbiamo deciso di organizzare il viaggio di questa estate in Vietnam, abbiamo subito pensato di passare a vedere la zona di cui tanto abbiamo sentito parlare ed incontrare la piccola Mai. Inoltre, Monica, una nostra carissima amica, ha adottato Nga, una ragazzina che vive con la mamma, sempre in questa zona del Vietnam. Abbiamo chiesto di poter incontrare anche lei per conoscerla di persona.

presidente unione donne
Rappresentate Unione delle Donne di An Chau e Laura

Il Vietnam è diviso in province al cui interno ci sono vari distretti divisi in diversi comuni. In ogni comune esiste un comitato popolare, dove vengono prese decisioni a livello locale. Molto importante è il ruolo ricoperto da varie organizzazioni para gorvernative nate per gestire determinate tematiche locali. Esiste l’Unione dei Giovani, dei Veterani, l’Unione delle Donne e molte altre. Siamo rimasti davvero stupiti, quando al nostro arrivo, abbiamo conosciuto la rappresentante dell’Unione delle Donne di An Chau, la cittadina dove vive Mai. Quando siamo andati a trovare Nga, nel villaggio di Thia, siamo stati ricevuti dalla rappresentate dell’Unione delle Donne di questo comune, Le Vien.

Ma ora iniziamo con il racconto di viaggio!

Arriviamo a Bai Chay giusti per l’ora di pranzo. Scendiamo dall’autobus ed incontriamo subito Luca e Que, ci stavano aspettando. Per prima cosa pensiamo al pranzo, siamo partiti alle 6 del mattino per arrivare all’una passata. Non abbiamo mangiato nulla durante il viaggio e ora siamo decisamente affamati! Entriamo in un ristorante locale dove ci vengono portati vari piatti tipici del posto, da una verdura che ricorda gli spinaci cotta con l’aglio a pietanze mai viste, ma davvero gustose e da provare!

pranzo Son Dong
Pranzo tipico – distretto di Son Dong

Prima di arrivare decidiamo di fermarci per acquistare della frutta, per presentarci con un pensierino di buon auspicio. Fatta la cesta, su consiglio della rappresentante dell’Unione delle donne proseguiamo per la casa della famiglia di Mai.

Siamo un pochino agitati, non si sa come potrà reagire la famiglia, alla fine siamo estranei che un giorno hanno deciso di arrivare a trovarli, entrando in un luogo privato, come casa propria.

oche - vietnam - An Lac
Oche nella casa dei nonni di Mai – An Lac

Appena arrivati è bastato un timido sorriso, la nonna che ci guarda con in braccio la piccola Mai e tutti i nostri timori e paure di fare un’impressione sbagliata svaniscono. La semplicità ci accoglie e apre il cuore. La nostra presenza non è assolutamente fuori luogo, sembriamo dei vecchi amici tornati dopo un lungo viaggio. Il nonno, ci porta delle frutta, assomiglia all’uva ma con la buccia e all’interno un nocciolo, dal gusto zuccherino. Una tira l’altra e seduti nel salotto sembra di fare filò.

La casa è composta da un soggiorno all’ingresso, una zona adibita alla cucina con la possibilità di cucinare direttamente sul fuoco in mezzo alla stanza, due piccole stanze e sul retro un cortile con qualche gallina ed oca.

Ci sediamo nel salotto e subito viene versato il te caldo seguendo il rito dell’acqua. In ognuna della piccole tazzine, prima di versare la bevanda calda viene passata di tazzina in tazzina dell’acqua pulita che successivamente viene buttata via. Grazie ad Que, che ha fatto da traduttrice, abbiamo parlato e scherzato con tutta la famiglia. La piccola Mai, ci ha colpito per la sua espressione sempre un po’ triste, specchio della sua vita difficile. Si è decisamente spaventata appena ha visto Lorenzo (sarà stata la barba?), ma grazie ad Elena, e alla sua esperienza con i bambini, in poco tempo le è tornato il sorriso. 

GTV Sostegno a Distanza
Incontro con Mai e la sua famiglia ad An Chau

Dopo alcuni giochi, che hanno strappato qualche sorriso, è ora di andare. Il tempo è volato e purtroppo non possiamo fermarci più a lungo. Saliamo in macchina e ci rimane impressa l’immagine della nonna con gli occhi lucidi ed in braccio la piccola Mai. Sentiamo che la nostra donazione, seppure di non grande entità, porterà un miglioramento nella vita di questa famiglia.

Proseguiamo il viaggio, andiamo nel paesino di Thia, dove vive Nga con la sua mamma. Questa famiglia è stata molto sfortunata, circa un anno fa la loro casa è stata colpita da una tempesta ed è stata distrutta. Per poterla ricostruire, con un tetto più duraturo, la mamma si è dovuta indebitare. Questa famiglia, segnalata dalla rappresentante dell’Unione delle Donne del comune di Le Vien per la situazione difficile, ha ricevuto anche due maiali e fortunatamente sono nati ben 11 maialini.

 

Lettera inviata da Monica - SAD
Nga insieme a Huè leggono la lettera inviata da Monica

Ci colpisce la timidezza di Nga, una ragazzina di circa 12 anni, che seduta insieme a noi legge la lettera che le abbiamo portato da parte di Monica. Notiamo l’emozione della mamma nel raccontarci che è molto brava a scuola, una delle studentesse più diligenti e che le piace molto studiare la geografia. Chissà se un giorno riuscirà a viaggiare e a scoprire l’Italia.

villaggio di Thia - comune Le Vien
Villaggio di Thia

Appena usciti dalla casa di Nga, ci rendiamo conto di trovarci in un paesino e in un attimo si è diffusa la voce del nostro arrivo. In questa zona non passano molti occidentali ed abbiamo scatenato una forte curiosità. Bambini, mamme ed anche uomini si sono avvicinati per conoscerci e farsi fotografare. In meno di un secondo, una mamma con due gemelli ce li ha consegnati direttamente in mano e Lorenzo non ha perso tempo a scattare la foto di gruppo con tutti questi teneri bimbi dall’espressione confusa.

Purtroppo è arrivato il momento di salutare anche Nga e la sua mamma, la nostra giornata non è ancora finita e dobbiamo proseguire il viaggio.

Ci dirigiamo verso la foresta nel comune di An Lac. Una zona molto bella, il paesaggio è unico e siamo immersi nella natura. Incontriamo alcuni ragazzi che sono andati a fare un passeggiata. Quando si ha la fortuna di vivere un luogo, silenzioso e senza altri turisti, sembra di poterlo avere tutto per sé e l’incontro con la natura viene vissuto da tutta un’altra prospettiva.

Abbiamo attraversato un torrente e dopo un percorso pianeggiante siamo arrivati ad un laghetto. Questa area è frequentata da persone del luogo, che vengono qui per pescare, godere della natura e magari passare una giornata in compagnia. E’ stata costruita un’area per mangiare, con alcuni tavoli e la possibilità di cucinare alla griglia ed organizzare pranzi come noi usualmente facciamo nei nostri boschi.

All’uscita abbiamo visto una struttura, di nuova costruzione, con alcune biciclette. Probabilmente, anche il governo locale, sta iniziando a pensare all’idea di creare un percorso per chi voglia scoprire questo luogo, davvero incantevole.

GTV foresta bicicletta
Uscita dalla foresta nel comune di An Lac

Torniamo verso la macchina, decisamente stanchi ma soddisfatti per tutte le esperienze di oggi. E’ stata una giornata indimenticabile e probabilmente uno dei momenti più carichi di emozioni di tutto il viaggio.

Arriviamo nella Homestay, questa notte dormiremo a casa di una famiglia vietnamita nel villaggio di Na o sempre nel comune di An Lac. La famiglia che ci ospita gode di un certo benessere nel villaggio. Oltre a possedere della campagna da poter coltivare, hanno un bufalo, un laghetto dove poter pescare e alcuni maiali. Abbiamo notato che i porcilai vengono tendenzialmente costruiti vicini alla casa e bisogna fare sempre attenzione quando si va a fare la doccia a non aprire la porta sbagliata!

Ammettiamo che la doccia è stata davvero rigenerante, un vero e proprio tuffo indietro nel tempo, avevamo a disposizione due bidoni colmi di acqua fredda e calda (scaldata sul fuoco) da dover miscelare in un catino per poi versarcela addosso. Il bagno? Niente acqua corrente, non so se avete mai sentito parlare dei “bagni a secco” con l’utilizzo della cenere per fermare gli odori.

GTV homestay cena
Cena tipica vietnamita in Homestay

All’imbrunire ci siamo seduti nel patio fuori dalla nostra camera, per fare due chiacchiere sulla giornata appena trascorsa. Un tenero gattino ci ha fatto compagnia tenendo agguati agli scarafaggi che gironzolavano intorno a noi.

La cena è stata deliziosa e ricca di pietanze diverse. C’era l’immancabile riso bianco da accompagnare con gli spinaci all’aglio, tofu fritto, una zuppa di bambù proveniente dalla foresta vicina, involtini di maiale avvolti nella foglia di banana, pollo allevato dalla famiglia e le buonissime noccioline tostate. E da bere? Niente acqua, la gente del posto brinda con la grappa rigorosamente fatta in casa. E come poter rifiutare?

Davvero stanchi, ma con il cuore pieno di emozioni ci addormentiamo nei letti sotto le zanzariere, anche se la notte non è stata tranquillissima, avevamo l’impressione di essere circondati da molti insetti diversi, ma probabilmente era solo la nostra immaginazione.

E voi viaggiatori, avete mai avuto la possibilità di incontrare un bambino o bambina adottata a distanza? Se si, aspettiamo le vostre esperienze! Scriveteci nei commenti.

 

 

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    By: Laura e Lorenzo

    Eccoci! Una bancaria creativa con un’innata voglia di scrivere e viaggiare. Un insegnante della scuola superiore alla ricerca dell’inquadratura perfetta con la sua reflex. Innamorati del mondo, cerchiamo sempre di trovare quel posticino, poco conosciuto, che rende il viaggio ancora più autentico ed inusuale!

  • author's avatar

Fai viaggiare il nostro racconto..

E tu cosa ne pensi?

2 thoughts on “Emozioni di viaggio nel distretto di Son Dong

  1. gabriella ha detto:

    Credo che adottare un bambino a distanza significa mettere in luce una delle cose più belle che abbiamo dentro di noi : il nostro cuore! Grazie per questa scelta e per questa testimonianza! Sono certa che tra i tanti ricordi e le bellissime immagini di questo viaggio, che avete messo a disposizione di chi vi ha seguito, non si possano dimenticare l’espressione sempre un po’ triste della piccola Mai e la timidezza di Nga, accompagnate dalla grande emozione dei loro familiari nel conoscere chi ” a distanza” si prende cura delle loro bambine perché possano avere un vita migliore.
    Immagino la vostra felicità nel momento dell’incontro! Penso che noi occidentali, che spesso non abbiamo più neanche il tempo di fermarci per un saluto, dovremmo imparare da queste persone a riscoprire, come si dice nell’articolo, la “semplice accoglienza che apre il cuore”.

  2. iviaggidiserendipity ha detto:

    Queste sono esperienze che rimango impresse nella memoria e ci si rende conto della grande fortuna che abbiamo nel poter condurre le nostre vite con tutte le comodità che ci circondano. Osservando la felicità di queste famiglie, che si accontentano di poco ma sono sempre sorridenti, viene da chiedersi se abbiamo sbagliato qualcosa. Purtroppo più si ha e più di vorrebbe avere e questo circolo vizioso sembra senza fine. Grazie Gabriella per i tuoi commenti sono sempre così carichi di emozione!

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