Trekking a Sapa tra risaie e minoranze etniche

Sapa – trekking e paesaggi indimenticabili

Tornati dal mercato di Coc Ly arriviamo di nuovo a Lao Cai e saliamo su un autobus di linea che ci porterà a Sapa. Il percorso non è per nulla facile: tantissimi tornanti e curve che ricordano la nostre strade di montagna, ma il paesaggio già inizia a farsi vedere: si susseguono l’una all’altra le tanto immaginate risaie a terrazza.

 

Sapa cascata
Cascata a Sapa nelle risaie

Come organizzare un trekking a Sapa

Per questa notte abbiamo prenotato un albergo in questa località decisamente turistica, qui ci sono tantissimi negozi di vestiario e souvenirs e passeggiare tra le vie, sentendo gare di karaoke piuttosto che musica da discoteca o ballo liscio, ci ha fatto sentire un po’ all’interno di un villaggio vacanze.

Dopo tanta indecisione su come prenotare il trekking a Sapa, abbiamo deciso di non affidarci ad un’agenzia ma di cercare una soluzione adatta alle nostre esigenze direttamente sul posto.

Sapa ragazza Hmonch
Ragazza etnia Hmong – Sapa

Nel paese abbiamo incontrato due ragazze della minoranza etnica Hmong, ed essendo guide locali ci hanno proposto un giro da percorrere nei due giorni successivi. In pochi minuti, dopo aver mostrato il percorso con i paesini che volevamo vedere, abbiamo deciso di affidarci a loro.

Verso le 8 del mattino successivo siamo pronti per partire! Una giornata di trekking tra le risaie ci aspetta. Il meteo ci ha concesso un inizio giornata positivo, nonostante un po’ di foschia, non piove e sembra prospettarsi una bella giornata.

La nostra esperienza di viaggio a Sapa

Dopo esserci infilati i nostri stivali di gomma, noleggiati sul posto, partiamo per il primo paesino: Y Linhho. Ammettiamo che camminare a lungo con degli stivali di gomma, no, non è comodo. Dopo pochi passi i piedi hanno iniziato a fare male, però sono stati utili perché più volte ci siamo ritrovati ad attraversare piccoli ruscelli o stradine infangate e non ci siamo sporcati.

Sapa Sa
Su con la piccola Ba

Con nostra grande sorpresa per metà della giornata non eravamo solamente in compagnia della guida, con noi tornavano al loro paese anche altre 5 ragazze: Za una signora di 70 anni, decisamente agile e svelta nello scendere attraverso i sentieri scivolosi, la dolce Su con legata alla schiena la sua piccola Ba di pochi mesi. Una ragazza di soli 14 anni ed ovviamente la nostra guida, tutte portavano indosso, molto fiere, il vestito tradizionale della loro etnia.

Scendere in loro compagnia è stato davvero speciale. Siamo riusciti a scambiare due parole con loro e l’atmosfera già bellissima per il paesaggio intorno a noi, era ancora più reale grazie proprio alla presenza di persone che fanno parte della minoranza Hmong.

 

Sapa lungo il fiume
Camminando lungo il fiume

 

Viaggiare accompagnati dall’etnia Hmong a Sapa

Ci hanno raccontato che i loro vestiti sono fatti a mano e per riuscire a crearli ci vuole moltissimo tempo e passione. Acquistarne uno nuovo costa tantissimo e normalmente quelli che loro indossano sono fatti in casa, da loro stesse oppure da un parente con la passione per il cucito. In alternativa alcune parti del vestito possono essere acquistate usate, ma ovviamente non equivale ad avere un vestito fatto a mano proprio per se stessi.

Per pranzo ci siamo fermati qualche km prima della nostra Homestay, nel paesino di Lao Chai, per spezzare il percorso e riposarci prima di ripartire per raggiungere la famiglia che ci ospiterà per la notte.

Sapa sgranare
In homestay scena di vita quotidiana

Arrivati nel paesino di Ta Van, siamo stati accolti dalla Nonna, la matriarca della famiglia seduta a sgranare delle pannocchie di mais. La figlia, ci fa accomodare al tavolo e ci offre delle patatine all’aglio appena fatte, davvero buonissime. Sembra proprio di essere arrivati a casa.
Lorenzo inizia a darsi da fare e aiuta la nonna nello sgranare le pannocchie, lavoro lungo e faticoso, ci hanno avvertiti che non è facile togliere i grani e le mani nel tempo iniziano a fare male perché è facile farsi delle escoriazioni.

Dormire in homestay a Sapa

Dopo aver conosciuto la famiglia andiamo a curiosare l’interno della nostra stanza, una grande casa con vari letti e in un angolo un mucchio di pannocchie lasciate a seccare. Decidiamo di dormire al secondo piano, dove ci aspettano dei materassi stesi per terra con sopra le zanzariere, sembra proprio di essere in campeggio!

 

Ci addormentiamo avvolti dalle zanzariere, al suono dell’acqua che scende proprio dietro di noi, pronti per vivere la giornata di domani, ci aspettano circa 4 ore di trekking prima di tornare alla città di Sapa e riprendere l’autobus che ci porterà ad Hanoi.

Sapa stanza
Dormire in Homestay

La notte in Homestay ci è sembrata davvero infinita: materassi e cuscini inesistenti, come dormire su un’asse di legno e per di più eravamo vicini ad un fiume, molto rumoroso, ma sfiniti dalla giornata in qualche modo ci siamo addormentati.

Al nostro risveglio ci siamo resi conto che il tempo era peggiorato. Ci siamo portati con noi la pioggia da Hanoi, questo significava strade sempre più fangose e difficili. Abbiamo aspettato un paio d’ore, dopo la buonissima colazione a base di crepes preparate dalla signora che ci ospitava ed indossati i nostri poncho ci siamo messi in cammino.

 

Nonostante la pioggia, il paesaggio era davvero superlativo, tantissime risaie, intervallate da torrenti e da qualche isolata casetta. Per raggiungere il punto dove poter mangiare a pranzo abbiamo dovuto guadare tre torrenti, che si erano creati nella notte per le forti piogge.

 

 

Durante il trekking a Sapa ci ha colpito molto il segno rosso, quasi una voglia, che la piccola Ba portava in fronte. Abbiamo chiesto alla mamma come mai portava quel simbolo e con semplicità ci ha spiegato il motivo.

Nel paese purtroppo in pochi hanno la possibilità di ricorrere ai medicinali prescritti da un medico e molto spesso utilizzano rimedi tradizionale, tramandati nel tempo da generazioni. Quando si ha mal di testa scaldano un corno di bufalo e successivamente lo appoggiano al centro della fronte, provocando questo segno rosso che in circa una settimana sparirà insieme all’emicrania.

Un po’ incuriositi le abbiamo chiesto come ha fatto a sapere che la bimba, così piccola, soffrisse già questa patologia. Con naturalezza ci ha risposto che questa pratica viene utilizzata anche in forma preventiva.

 

Sapa Ba
Piccola Ba con segno del rimedio anti emicranea

 

Informazioni utili per il tuo trekking a Sapa

Prima di partire per il trekking a Sapa abbiamo noleggiato degli stivali in gomma. Sicuramente non sono la scarpa più comoda per fare questi percorsi, ma vista la pioggia, il fango e l’acqua che abbiamo dovuto letteralmente attraversare sono stati utili.

La prima giornata di trekking non ha piovuto ed ha fatto capolino il sole. E’ bastato davvero poco per colorire le nostre braccia ed anche il viso. Consigliamo di portare con voi una buona crema solare.

Se prenotate un tour in una delle tante agenzie locali è facile che finirete in gruppi di circa 10 persone. Se volete fare un’esperienza più personalizzata chiedete un tour individuale (più costoso) oppure cercate direttamente una guida a Sapa, normalmente le stesse ragazze che accompagnano i tour organizzati.

 

Sapa volto nella pietra
Trekking a Sapa – volto scolpito nella pietra
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    By: Laura e Lorenzo

    Eccoci! Una bancaria creativa con un’innata voglia di scrivere e viaggiare. Un insegnante della scuola superiore alla ricerca dell’inquadratura perfetta con la sua reflex. Innamorati del mondo, cerchiamo sempre di trovare quel posticino, poco conosciuto, che rende il viaggio ancora più autentico ed inusuale!

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Fai viaggiare il nostro racconto..

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