La città di Huè: cosa vedere in due giorni

Dopo aver visto Hoi An la città di Huè può sembrare molto meno intima. Decisamente di più grandi dimensioni, bisogna viverla un po’ per volta scegliendo con cura cosa vedere e soprattutto con quale mezzo.

In questa città aveva sede il regno Nguyen dal 1802 ed è proprio qui che hanno voluto costruire la Città Imperiale e al suo interno la Città Purpurea Proibita prendendo spunto dalla Città Proibita di Pechino. Purtroppo questo luogo è stato quasi totalmente distrutto durante la guerra del Vietnam e ciò che possiamo visitare è solo una parte della costruzione originaria, dopo opere di restauro e ricostruzione. Varcando una delle 10 porte esterne della cittadella, ci si ritrova in un parco, fatto di viali alberati e giardini che invogliano a passeggiare nei dintorni. Sempre più curiosi di vedere il cuore della Città Proibita siamo entrati attraverso la Porta Ngo Mon, chiamata anche Porta Mezzogiorno.

Hue cittadella
La cittadella di Huè

Siamo subito rimasti colpiti dalla maestosità di tutto il complesso. Il ponte Trung Dao, circondato dal lago Thai Dich, porta diretti al Palazzo della Suprema Armonia. Siamo nella Spianata dei Grandi Saluti, proprio qui i mandarini si disponevano in file ordinate per il saluto ufficiale all’imperatore. Ed è proprio all’interno del Palazzo di fronte a noi che l’imperatore sedeva e controllava a vista chiunque accedesse in questa area. Se avete la fortuna di visitare questo luogo con il sole, prendetevi del tempo per curiosare nel parco tra sale, templi e pagode curate nei dettagli. Alcuni templi sono accessibili anche ai piani superiori, dove bisogna entrare rigorosamente scalzi, ma è possibile assistere a piccoli rituali e preghiere di persone del luogo.

Hue dalla finestra
La cittadella di Huè

 

Hue nei dintorni pescatore
Incontri nei dintorni di Huè

Finito di visitare questa parte della città abbiamo deciso di partire in bicicletta per raggiungere i villaggi di Thuy Bien e Tien Nan.

Poco dopo esser saliti sulle bici è iniziato a piovere, ma non ci siamo lasciati intimorire e abbiamo continuato a pedalare. Nel culmine della fatica, con gli occhiali ricoperti di goccioline che limitavano la visuale, una temperatura di 30 gradi sotto il poncho di plastica, fondamentale per proteggersi dalla pioggia e beneficiare di una sauna gratuita, abbiamo iniziato la salita di un lungo ponte.

Arrivati in cima notiamo sulla strada opposta un anziano vietnamita che lentamente, ma con passo costante stava anche lui arrivando in cima al ponte. Dietro di sè trainava un carretto ricolmo di legna. La fatica di questa persona anziana, a piedi che trainava un peso non indifferenze, ha rivalutato la nostra situazione.

Eravamo sotto la pioggia e accaldati, ma su un mezzo per muoverci e senza un peso enorme da dover tirare! Il nostro girovagare senza meta ci ha portato a scoprire paesaggi molto belli ed affascinanti, che solo fuori dalla comuni rotte turistiche si possono trovare.

Il secondo giorno in questa città è stato decisamente “on the road”. Abbiamo noleggiato due moto e via, siamo partiti alla scoperta delle tombe imperiali della dinastia Nguyen. A differenza delle altre volte; il noleggio della moto ci ha portato una sorpresa, in questa città ci hanno dato in mano uno scooter con le marce. Cosa significa? Un singhiozzo continuo per tutta la strada! Quindi se non siete abituati ad utilizzare una moto con le marce fate attenzione al tipo di scooter che vi proporranno. Muoversi in moto ci ha portato un pochino di refrigerio, in questi giorni a Huè è stato molto caldo ed afoso e il viaggio in scooter oltre che divertente ci rinfrescava un pochino.

La prima tappa del nostro percorso è stata la Pagoda Thien Mu, simbolo della città ed il suo nome significa “celeste signora”. All’interno abbiamo incontrato per la seconda volta un gruppo di ragazzini, monaci buddhisti, che stavano imbandendo la tavola per pranzo e siamo riusciti a cogliere gli ultimi preparativi della tavola.

 

 

Abbiamo proseguito il percorso per raggiungere le Tombe Imperiali disseminate nei dintorni di Huè, nella zona sud. Ci ha particolarmente colpito la Tomba di Minh Mang, che si apre dopo un breve percorso nel bosco. La Tomba di Khai Dinh, la più recente costruita nel 1920. Colpisce perché la parte esterna é stata costruita in cemento armato e nel tempo si è annerito, donando un’aria cupa e gotica.

Salendo fino in cima e varcando la porta del tempio ci si ritrova in un altro mondo, fatto di tantissimi mosaici tutti colorati. La vista da quassù è davvero incredibile, con uno sguardo si riesce ad abbracciare tutta la foresta sottostante e ci sente quasi in cima al mondo.

Hue tomba ultimo re
Tomba Re Khai Dinh

Quasi per caso, durante il nostro percorso con le moto, ci siamo fermati davanti all’entrata di un forte in cima ad una collina. L’ingresso ci è stato consigliato da una famiglia che vive al lato della strada e che vende bibite fresche. Vedendo l’insistenza del signore del bar nell’indicarci una stradina che si addentrava nel bosco abbiamo deciso di parcheggiare i motorini ed andare a curiosare.

Dopo una brevissima camminata in salita siamo arrivati ad un belvedere e davanti a noi lo spettacolo della natura: eravamo sopra un’ansa del fiume che si snodava sinuosamente lungo il percorso, circondato da tantissima natura. È in questi momenti che ci sentiamo ripagati dall’organizzare da soli i nostri viaggi: la fatica di trovare luoghi, punti di riferimento e di dover sempre essere attenti a tutto, passa in secondo piano di fronte ad uno spettacolo donato dalla natura e soprattutto tutto per noi.

 

Hue vista dal fortino 1
Vista sul Fiume dei Profumi – Huè

 

La nostra giornata non è ancora finita, il sole sta scendendo ma non vogliamo ancora tornare a Huè. Abbiamo letto che nei dintorni di questa città ci sono delle case giardino, abitate da persone del luogo, che però sono visibili al pubblico.

Casa Giardino a Huè
Casa Giardino a Huè

Il distretto dove ci siamo recati è quello di Kim Long ed è proprio in questa zona che l’aristocrazia di Huè aveva costruito delle bellissime case giardino seguendo le regole del Feng Shui.

Dopo un’ora passata a cercare abbiamo trovato una casa, non visitabile all’interno, ma la famiglia ci ha invitato a vedere il giardino, ricco di zanzare che probabilmente ci stavamo aspettando super affamate.

Queste case sono segnalate da dei cartelli azzurri all’ingresso e abbiamo notato che la maggior parte non offrono più la possibilità di visitare l’interno, probabilmente perché sono state svendute dai proprietari che hanno visto un guadagno facile. Abbiamo saputo che delle agenzie di viaggi in Huè organizzano delle visite a queste case giardino, ma non siamo risusciti a capire in quali case si svolge il tour e se valga la pena o meno andarle a vedere.

 

Prima di salutare Huè non dimenticatevi di cenare nel locale Lac Thien in Via 6 Dinh Hoang  gestito da un sordomuto. In realtà, fianco a fianco ci sono due locali, gestiti da due fratelli entrambi sordomuti. I piatti, della tipica tradizione vietnamita, sono molto buoni ma il valore aggiunto è dato proprio dai titolari.

Hue Coca Cola
Coca Cola

Per non fare torto a nessuno abbiamo mangiato sia a pranzo che a cena nei loro locali. Ciò che colpisce è la simpatia di entrambi, sempre pronti a ridere e scherzare, sono proprio due macchiette!! Singolare il metodo per l’apertura delle bottiglie di birra, un pezzo di legno con un bullone conficcato che fa letteralmente “saltare” il tappo e ovviamente l’importante è essere veloci!!

Abbiamo scambiato due chiacchiere anche con la figlia di Lac Thien, che teneva in mano la bimba di neanche un anno. Parlando ci ha rivelato una delle sua più grandi passioni: la coca cola. E quindi quale miglior nome per la piccola? Proprio Coca Cola!

Un pochino dubbiosi sulla scelta del nome, lasciamo Lac Thien, tempo di riportare il nostro scooter e dobbiamo correre all’aeroporto! Il nostro volo per Hanoi ci aspetta!

E voi siete mai stai ad Huè? Come l’avete vissuta? Vi è piaciuta? Scrivetecelo nei commenti!

Informazioni utili

Se volete dedicare del tempo ad Huè e vedere con calma la città mettete in programma almeno due giorni. Un giorno per visitare la Città Imperiale e un altro giorno per le Tombe degli Imperatori.

Per chi volesse rivivere l’epoca passata dei mandarini è possibile all’interno della città proibita indossare (a pagamento) gli abiti di corte utilizzati proprio durante gli incontri ufficiali con il Re.

Fate attenzione quando noleggiate un motorino, spesso hanno modelli con le marce più difficili da guidare

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    By: Laura e Lorenzo

    Eccoci! Una bancaria creativa con un’innata voglia di scrivere e viaggiare. Un insegnante della scuola superiore alla ricerca dell’inquadratura perfetta con la sua reflex. Innamorati del mondo, cerchiamo sempre di trovare quel posticino, poco conosciuto, che rende il viaggio ancora più autentico ed inusuale!

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